[ Torna alla programmazione. ]
Il discorso del re
martedì 12 luglio
(annullata causa pioggia)
domenica 21 agosto
Anno: 2010
Titolo originale: The King’s Speech
Durata: 111’
Origine: Gran Bretagna- Australia
Colore: colore
Genere: drammatico, storico
REGIA
Tom Hooper
SOGGETTO
Basato sulla vera storia di Re Giorgio VI
SCENEGGIATURA
David Seidler
ATTORI E RUOLI
Colin Firth: Re Giorgio VI
Geoffrey Rush: Lionel Logue
Helena Bonham Carter: regina Elisabetta
Guy Pearce: Re Edoardo VII
Jennifer Ehle: Myrtle Logue
SINOSSI
Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di
balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo
inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e
Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio,
medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve
rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di
Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista
di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno
perfette, Bertie scalzerà il fratello “regneggiante”, salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la
corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola
contro la Germania nazista.
CRITICA
Con 14 nomination ai Bafta e 12 candidature agli Academy Awards (ne ha poi vinti quattro, n.d.R.),
Il discorso del Re è una perfetta macchina da Oscar. Impeccabile, elegante, delicatamente ironico,
a tratti malinconico, può fare affidamento su un impianto narrativo solido, su un terzetto di attori
che padroneggiano perfettamente il proprio mestiere e su un protagonista – il re balbuziente
Giorgio VI – costretto dagli eventi a combattere una durissima battaglia contro un handicap.
Queste caratteristiche, insieme al ritmo dolce del racconto e all'appeal che sempre possiedono le
alterne vicende della monarchia britannica di ieri e di oggi, lo rendono rassicurante come solo i film
in costume di provenienza britannica riescono ad essere.
(Carola Proto)
(...) Il regista britannico si concentra sul vissuto interno del protagonista, rivelando le conseguenze
emotive del disagio nel parlato ai tempi della radio e in assenza del visivo. Il discorso del re non si
limita però a drammatizzare la stagione di vita più rilevante del nobile York e relaziona un profilo
biografico di verità con un contesto storico drammatico e dentro l'Europa dei totalitarismi, prossima
alle intemperanze strumentali e propagandistiche di Adolf Hitler. Non sfugge al re sensibile di Colin
Firth e alla regia colta di Hooper l'abile oratoria del Führer. (...) A guadagnare la fluenza e a
prendersi la parola è il ‘regale' protagonista di Colin Firth, impeccabile nell'articolare legato,
solenne nella riproposta plastico-fisica del suo sovrano e appropriato nell'interpretazione di un re
che ‘ingessa' emozioni e corporeità nel rispetto rigoroso della disciplina. Dietro al ‘re' c'è l'incanto
eccentrico di Geoffrey Rush, portatore di una “luccicanza” che brilla, rivelando la bellezza della
musica (Shine) o quella di un uomo finalmente libero dalla paura di comunicare. Lunga vita al re (e
al suo garbato precettore dell'eloquio).
(Marzia Gandolfi)
PREMI
Vincitore come miglior film, regia, sceneggiatura originale e attore protagonista agli Oscar 2011.
[ Torna alla programmazione. ]
In caso di pioggia la direzione si riserva il diritto di annullare la proiezione prima dell'inizio del film.
A film iniziato non sarà rimborsato il costo del biglietto.
Ove possibile, la proiezione annullata per pioggia sarà ripetuta la domenica successiva.










